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Regnum Online
Scritto da Fabio   
mercoledì 06 giugno 2007

GiochiUltimamente sto perdendo un po' di ore su questo gioco: Regnum Online . È un MMORPG ben fatto e abbastanza divertente, un po' lento per i miei gusti, ma ottimo se non si ha troppa voglia di azioni di gioco frenetiche. 

Incursore Notturno
 
Caratteristica interessantissima del gioco? Gira anche su Linux! Non necessita nemmeno di installazione particolare: scaricate il launcher dal sito in una cartella, aprite una shell e lanciatelo. Tutti i file che successivamente scaricherà finiranno in quella cartella.  La grafica è curata, non il top, ma molto gradevole. Ci sono 3 fazioni distinte con diverse razze di personaggi e abilità. Provatelo, sono rimasto abbastanza soddisfatto e anche la mia Archlinux box lo è :D

 

Questo articolo ha un commento
Ultimo aggiornamento ( mercoledì 06 giugno 2007 )
 
Sopravvivere senza fili
Scritto da Fabio   
sabato 02 giugno 2007

wifiIeri sera ero a casa di un mio amico, il fido portatile con me: serata un po' nerd insomma. L'idea era di giocare con la Wii , non so se ci avete mai giocato o avete mai visto giocarci qualcuno, ma bisogna proprio dire che a brandire in aria i Wii remote si prende proprio la parvenza di cerebrolesi :D anche se comunque è molto orginale la console, sia nel modo di giocare che nel design.

Scherzi a parte, questo mio amico ha un access point wireless, ed il collegamento nella stanza in cui eravamo può avvenire solo tramite di esso. Per cui senza una connessione alternativa non avevo "how to" da poter leggere e niente interfacce grafiche da poter usare poiché non ne avevo installate: riga di comando.

Fortunatamente sul mio notebook avevo già caricato il firmware per l'intel pro wireless 2200b/g che monta, per cui dando

  • iwconfig

la scheda era presente, correttamente riconosciuta come eth1. C'è  da dire che i moduli del kernel da caricare sono i seguenti:

  • ieee80211_crypt ieee80211 ipw2200
da aggiungere all'array MODULES=() in /etc/rc.conf.

Per un elenco di comandi da poter usare per configurare la scheda, essendo la prima volta che lo faccio esclusivamente da riga di comando, ho usato 

  • apropos wireless

che restituisce un breve elenco di utili comandi. Eccoli di seguito:

[fabio@pavilion ~]$ apropos wireless
iwconfig             (8)  - configure a wireless network interface
iwevent              (8)  - Display Wireless Events generated by drivers and setting changes
iwgetid              (8)  - Report ESSID, NWID or AP/Cell Address of wireless network
iwlist               (8)  - Get more detailed wireless information from a wireless interface
iwpriv               (8)  - configure optionals (private) parameters of a wireless network interface
iwspy                (8)  - Get wireless statistics from specific nodes
wireless             (7)  - Wireless Tools and Wireless Extensions

Una breve lettura al manuale (man iwconfig) e quello che dovevo reperire erano

  • essid
  • encryption key

sapevo quale fosse la chiave usata (con crittatura WEP ) per cui dovevo reperire solo l'essid dando

  • iwlist eth1 scanning

A questo punto configuriamo la scheda con

  • iwconfig eth1 essid essidtrovato key s:chiavewep [1]
  • ifconfig eth1 indirizzoip
  • route add default gw indirizzoip_accesspoint

aggiungiamo i dns a /etc/resolv.conf , in molti casi va bene lo stesso ip del gateway ed il mio è stato uno di questi...

  • nameserver indirizzoip_accesspoint

La connessione adesso è pronta! Molto più semplice di quanto ci si possa aspettare!

Purtroppo non avendo un access point a casa non posso sperimentare l'utilizzo di dhcp e crittografia WPA ... Spero che a breve potrò averne uno mio e aggiornare queste dritte ;) 

Intanto se volete darmi qualche consiglio in merito vi sono veramente grato :D

Questo articolo ha 2 commenti
Ultimo aggiornamento ( domenica 03 giugno 2007 )
 
Arch vs Ubuntu? Gusti...
Scritto da Fabio   
mercoledì 30 maggio 2007

linuxVisto che sempre più spesso mi si chiede "Che distribuzione usi? Perché hai lasciato ubuntu ?" ho deciso di scrivere una volta per tutte un articoletto che le metta a confronto. Ebbene si, una volta ero anche io un utente ubuntu, anche abbastanza convinto (non a livelli di certi bloggers fanboy), ma mi piaceva la filosofia del tenere semplice.

Man mano che prendevo coscienza del sistema però, quello che prima ritenevo "mantenere semplice" prendeva la piega di un "mantenere stupido". Esempi? Mi sono sempre chiesto a cosa servisse mai il demone postfix di default al boot della macchina, oppure powernowd quando per processori pentium m centrino esistono demoni (come cpufreqd, per altro non necessari) migliori. O ancora i moduli toshiba_acpi e asus_acpi caricati su un pc desktop... In definitiva iniziavo a percepire ubuntu come una distribuzione pesante e "arraffazzonata", almeno dopo un'installazione desktop. 

Per motivi di questo tipo, ho iniziato a cercare una distribuzione che rispettasse la mia idea di mantenere semplici le cose, ma con semplice non intendo facili sia chiaro. 

 "Arch Linux, a lightweight and flexible linux distribution that tries to Keep It Simple."

Questo recita il sito ufficiale di Archlinux , così ho deciso di metterla in prova. Dopo 3 mesi devo dire che ne sono assolutamente soddisfatto. KISS, Keep It Simple Stupid! è il paradigma seguito da questa distribuzione, che non è certo rivolta a utenti che si affacciano per la prima volta a linux. A costoro consiglio caldamente ubuntu, del resto io ho imparato ad usare il sistema proprio sulla distro di Shuttleworth , per cui non posso fare altrimenti! E oggettivamente la trovo ottima per iniziare, ma non per approfondire. Su ubuntu tutto funziona, anche troppo,  e se non ci si interessa in cosa fa veramente il sistema ci si perde una delle migliori caratteristiche di linux. Per cui l'installazione è un processo quasi del tutto automatico e da poco spazio alla personalizzazione.

Arch, dal canto suo,  ha una installazione semplice, che riguarda solo il sistema base, niente server grafico di default, niente Desktop Environment o Window Manager di default, ma la possibilità di mettere quello che vuoi. Arch è questo: essenzialità e libertà di scelta in tutto. Può non piacere, ma non si può biasimare. Tra l'altro sono un utente di e17 e questo mi ha permesso di usare tale interfaccia grafica senza doverla sostituire ad un'altra. Un'altra nota di merito ad Arch riguarda la velocità: il mio portatile esegue il boot in 25 secondi! Sono sia l'ottimizzazione per i686, il numero ridotto di moduli e demoni da caricare, che fanno la differenza con ubuntu.

Rolling Release, un concetto che gli utenti Archlinux conoscono bene, ma del tutto ignoto ai Debian /Ubuntu users: non esiste il dist-upgrade (che per altro viene spesso nominato come un destroy-upgrade data la sua inaffidabilità) , sulla distribuzione di Judd Vinet gli aggiornamenti avvengono a poco a poco, mantenendo un sistema "bleeding edge" aggiornato e che evita le spiacevoli sorprese che si hanno dopo 6 mesi dalla release precedente di ubuntu. Chi, usandola, non ha mai avuto problemi nel passare da una all'altra? Almeno io, passando da Hoary Hedgehog a Breezy Badger, Dapper Drake e Edgy Eft, ho sempre riscontrato dei problemi che in un modo o nell'altro mi hanno portato a "brasare" la partizione di root (tengo sempre / e /home su due partizioni separate per fortuna). Feisty Fawn non l'ho ancora provata, ma degli amici non mi hanno saputo elencare grandi novità. Credo che non la proverò affatto, ormai ho trovato ciò che fa per me. 

Pacman, il package manager di Arch offre funzionalità coese, è un po' come se raccogliesse apt-get, apt-cache, dpkg al suo interno... Senza contare la disponibilità di un sistema di porting per potersi ricompilare *TUTTO* (simile a quanto avviene in distribuzioni tipo gentoo ) chiamato ABS (Arch Build System) e la possibilità per gli utenti di mettere a disposizione i propri file di port (PKGBUILD) grazie ad AUR (Archlinux User Repository). Non dico nulla di più a riguardo poiché il resto sarebbe tutto facilmente opinabile.

Riassumendo:

Ubuntu: facile da installare ed utilizzare anche dai meno esperti, pesante e piena di moduli e demoni che possono risultare inutili.  Manutenzione semplice, cambio di release problematico.

Arch: di non semplice installazione per chi non conosce bene linux, leggera, la pulizia in termini di demoni e moduli dipende dall'utente. Manutenzione semplice (una volta installata e configurata bene non necessita di particolari interventi) non necessita di passaggi di release.

Tutto quanto ho riportato è di mia opinione, la si può pensare anche diversamente, ma una cosa su cui penso nessuno possa ribattere è che non esiste "la distribuzione migliore" in senso assoluto, sempre di linux ed un set di programmi si sta parlando, esiste però "la distribuzione più adatta alle nostre esigenze" e nel mio caso essa è Arch .

Questo articolo ha 9 commenti
Ultimo aggiornamento ( mercoledì 30 maggio 2007 )
 
Amarok via Nokia 6600
Scritto da Fabio   
martedì 22 maggio 2007

amarokDesideravo poter ascoltare la mia musica preferita senza essere vicino alla tastiera per poter cambiare canzone, aumentare il volume, mettere in pausa e tutto ciò che in genere si fa con un player audio.

Avendo a disposizione un cellulare Nokia 6600 con bluetooth, ho iniziato a cercare come poterci pilotare Amarok, il player che uso solitamente (in realtà ciò che sto per scrivere *dovrebbe*  funzionare anche per xmms, noatun e altri, ma non avendo provato non do certezze).

La mia idea iniziale era trovare qualcosa che facesse funzionare il mio cellulare symbian come un mouse bluetooth, ma a parte qualche scrauso software che per altro aveva licenza a pagamento, non ho trovato molto. Poi l'illuminazione:

Bemused

In sostanza è un server specifico per applicazioni multimediali, che sta in ascolto sul canale 27 del bluetooth e permette di operare sui controlli delle applicazioni. A tale scopo provvede dei controller per Amarok, xmms, noatun e l'interfaccia da installare sul cellulare.

Se si ha kde installato,  è già disponibile il server e per configurarlo ho aperto il "Centro di controllo" di kde (uso enlightenment, ma i programmi di kde lavorano perfettamente) su "Internet e Rete" ed infine "Servizi Bluetooth".

Ho quindi disabilitato "Autenticazione" e "Cifratura" e ho cliccato su "Configura" dove si possono impostare:

  • Le cartelle che contengono i brani musicali (Saranno sfogliabili via cellulare);
  • Quali controller usare per quali estensioni di file;
  • Abilitazione dello spegnimento del PC da cellulare;
  • Quando avviare l'applicazione selezionata dal controller;

Usando Amarok ho scelto il suo controller, l'avvio dell'applicazione avviene quando da cellulare do "Play" oppure modifico la playlist.

Per visualizzare il filesystem sul cellulare basta fare i seguenti passi:

  • Impostare degli alias sul server bemused (dal "Centro di controllo" è immediato), è importante che il percorso delle cartelle abbia lo / alla fine (per esempio ~/Musica/ )
  • Sul cellulare, dal menu iniziale con i controller e gli alias delle cartelle fare "opzioni" e poi "refresh list", in questo modo il cellulare esegue una query sul server bemused e si fa inviare l'albero del file system. A questo punto dentro agli alias, precedentemente impostati sul server, si trovano i contenuti e si possono sfogliare e mandare in riproduzione direttamente dal cellulare.

Tutto ciò per funzionare correttamente richiede innanzitutto lo stack di protocolli bluetooth funzionante (io uso BlueZ) e il demone kbluetoothd in esecuzione. In proposito, sulla mia Archlinux, il primo lo lancio tra i servizi in /etc/rc.conf aggiungedolo in

  • DAEMONS=(... @bluetooth ...) ;

Il secondo invece, usando e17,  ho dovuto creare un file .desktop (può avere qualsiasi nome, io l'ho chiamato kbluetoothd.desktop) così fatto:

  • [Desktop Entry]
  • Version=1.0
  • Encoding=UTF-8
  • Type=Application
  • Name=kbluetoothd
  • Exec=/opt/kde/bin/kbluetoothd
  • TryExec=/opt/kde/bin/kbluetoothd

da mettere in ~/.local/share/applications/ e poi aggiungere al file ~/.e/e/applications/startup/.order la linea

  • kbluetoothd.desktop 

A questo punto all'avvio di enlightenment sarà avviato anche kbluetoothd.

Per l'installazione sul cellulare è sufficiente scaricare il file .sis appropriato al modello. La skin di default è abbastanza orrenda, ma ne esistono alcune (bandO , iMused e Nucleo) che sono veramente carine. Per installarle basta inviare i files al cellulare via obexftp per esempio e tenerli nella inbox del telefono, avviare bemused sul cellulare e tra le opzioni selezionare "install skin", una volta installate potranno essere rimosse dalla inbox.

Da questo momento, mettetevi comodi su una poltrona o sul divano e ascoltatevi tutta la musica che volete senza muovere un passo. I titoli e gli autori compaiono sullo schermo del cellulare, nonché il tempo (residuo o trascorso a seconda delle impostazioni che avete scelto) il volume e gli altri controlli. Un consiglio: non fate playlist troppo lunghe, è pur sempre un cellulare! 

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Ultimo aggiornamento ( venerdì 08 giugno 2007 )
 
109
Scritto da Fabio   
giovedì 17 maggio 2007

laureaInsomma oggi finalmente sono laureato a tutti gli effetti. Il voto? Come da titolo 109/110... Pare una presa in giro eh? Ma in effetti non era meglio 108 o 110? Vabbeh sarà che oggi è il 17 maggio e forse 17 porta un po' sfiga, sarà che la proclamazione è un po' una cosa triste visto che pare di stare al bingo ad aspettare che tirino fuori i numeri, ma dire che sono felice sarebbe dire una cavolata. Non sono neanche triste eh? Anzi, avendo preso il voto più alto tra tutti i presenti (ma avendo sentito commenti tipo "certo che il 110 potevano anche darglielo") non mi posso lamentare, però sarà che ora non mi sembra cambiato nulla. Vorrei proseguire gli studi, ma allo stesso tempo ho necessità di un lavoro, per oggi non ci penso, ma da domani credo che mi darò da fare in proposito.

Infine i ringraziamenti, tutti gli amici, tutti quelli che mi hanno sostenuto (sebbene pochi, ma carissimi) , la mia famiglia e soprattutto

ME 

visto che mi son sempre fatto tutto da solo, a fatica e con impegno visto tutto ciò che gli ultimi anni mi hanno posto davanti.

Ringrazio quelli che c'erano e che non c'erano, chi per un motivo o per un altro, non importa, l'importante è che abbiate uno spazietto per un pensiero, del resto alcune persone particolari non potevano proprio presenziare fisicamente, ma so che erano lì. 

Questo articolo ha 8 commenti
Ultimo aggiornamento ( martedì 22 maggio 2007 )
 
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